PROGETTI


Enzima

"L’arte e la creatività possono nutrire lo spazio sociale e le comunità.

Lo spazio sociale e le comunità possono nutrire l’arte e la creatività."

 

Il progetto ENZIMA vede l’alleanza di associazioni e realtà che operano nel campo sociale e in quello culturale a Torino legate dalla sfida quotidiana per lo sviluppo di comunità nelle periferie di riferimento.

 

 

GLI OBIETTIVI

·         Creare una comunità, solida e che permanga nella continuità, di cittadini attivi, in grado di prendersi cura  dei luoghi e delle relazioni all’interno del proprio territorio. Tramite l’attivazione della creatività si risponde ai bisogni “sociali e del sé” imprescindibili per un reale benessere.

 

·         Stabilire un rapporto di scambio reciproco e quotidiano di conoscenza e relazione tra cittadini e realtà culturali/sociali della rete proponente, al fine di creare la fiducia necessaria all’innesco di un’abitudine alla fruizione culturale attiva (aumento del pubblico esistente e avvicinamento di nuovo pubblico).  Stimolare l’emersione delle le espressioni culturali minoritarie praticate dalle comunità locali. La sinergia tra comunità ed artisti sarà al contempo la formula per indirizzare ed implementare la formazione di questi ultimi  con una sensibilità alla tematica sociale e alla pedagogia

 

·         Utilizzare la pratica culturale come strumento per creare una rete sociale di relazione  tra i quartieri e cittadini diversi, in previsione della riforma del decentramento che si consoliderà nei prossimi anni a livello amministrativo e gestionale.

 

·         Consolidamento della Rete proponente che vede l’alleanza tra  associazioni culturali (danza, teatro, arte, video e musica)  e associazioni operanti nel campo sociale (accompagnamento, integrazione e servizi per i cittadini etc.)  che lavorando in stretta sinergia metteranno le proprie peculiarità e competenze a servizio della comunità.

 

·         Riattivare e connettere quartieri e spazi esistenti (Case di Quartiere, Poli culturali, sedi delle associazioni etc.) nel tentativo di rafforzare la loro vocazione di aggregazione sociale ed inclusiva. Individuazione di luoghi anche non istituzionali e organizzati, ma riconosciuti a livello sociale come luoghi di aggregazione, che potranno essere utilizzati per l’ampliamento del progetto.

 

 

TARGET DI RIFERIMENTO-BENEFICIARI-RISULTATI ATTESI

 

Beneficiari diretti sono gli abitanti dei quartieri: famiglie, anziani, giovani, immigrati;  rappresentanti di diverse comunità socio demografiche, che frequentano gli spazi sociali dei 4 quartieri.

Si prevede di agganciare almeno 4000 cittadini tramite le attività all’aperto.

Beneficiari indiretti sono le comunità che vivono nei territori.

 

Verranno adottate metodologie di aggancio, ascolto e raccolta di esigenze e proposte culturali dei cittadini e si proporranno interventi di coinvolgimento che portino all’attivazione e al protagonismo dei partecipanti.

 

Risultati attesi: coinvolgimento di almeno 200 cittadini in attività degli spazi chiusi, almeno 10 cittadini per territorio che diventano “quotidianamente attivi” nella terza fase del progetto e rimangano patrimonio dei territori. Riqualificazione funzionale di spazi pubblici marginali.

 

LA METODOLOGIA

 

La metodologia di intervento che verrà utilizzata è innovativa poiché tende a “meticciare”, ovvero mescolare con omogeneità e naturalezza, competenze proprie dei partner di progetto: quelle delle organizzazioni culturali - professionalità, la qualità delle proposte e degli strumenti artistici - e quelle delle organizzazioni socio territoriali - la capacità di ascolto, di interazione ed integrazione, gli strumenti sviluppati nei percorsi di rigenerazione urbana.

Un’alleanza efficace in grado di garantire al percorso progettuale la sua buona riuscita; uno staff multidisciplinare di artisti, creativi e operatori di comunità abituati all’ascolto, all’accoglienza e al coinvolgimento attivo.

 

A questo si unisce la capacità -già espressa in altre esperienze dai partner- di dimostrarsi flessibili, adattabili ed inclusivi rispetto alle istanze e all’eterogeneità dei territori - e dei relativi abitanti -  coinvolti.

 

Strumento primario del progetto sono i PRESIDI.  Per tutta  la durata del progetto, uno spazio mobile che si fermerà in luoghi che verranno scelti con l’Amministrazione e le Circoscrizioni, che porteranno nei quattro territori, una volta alla settimana, un laboratorio mobile dove incontrare e coinvolgere i cittadini, per far conoscere il progetto. Dove leggere ed essere informati sulle diverse attività in quartiere, dove giocare o partecipare ad un laboratorio artistico, dove assistere ad una mini performance. Qui i cittadini saranno agganciati, e potranno lasciare idee, proposte, contatti, suggerimenti e suggestioni, ed essere coinvolti.

 

I PRESIDI saranno presieduti da operatori di comunità e artisti, accompagnati da una bici cargo che, oltre ad essere molto riconoscibile, sarà la base con cui trasportare gli “attrezzi” del presidio.

Attrezzo primario saranno le Bacheche: il progetto prevede la creazione di vere e proprie bacheche “fisiche” Spazi permanenti dove poter conoscere il progetto e la possibilità di coinvolgimento, dove leggere ed essere informati sulle diverse attività in quartiere. Alla bacheca sarà affiancata una “scatola per il quartiere” dove i passanti potranno lasciare idee, proposte, contatti, suggerimenti e suggestioni.

 

LE FASI DEL PROGETTO

 

1.    INGAGGIO E ASCOLTO

 

La prima fase di ENZIMA sarà dedicata all’ingaggio e all’ascolto della cittadinanza sui territori di riferimento.

Previste le seguenti attività.

 

·         Individuazione e legittimazione attraverso la condivisione con i cittadini degli spazi vissuti dalle comunità che sono target del progetto. Sviluppo delle creatività sommerse e/o potenziali.  

·         Diffusione preliminare del Progetto ENZIMA sui territori: organizzazione di eventi in grado di attivare il processo di Community Engagement

·         Creazione di Presidi permanenti sui territori funzionali allo scambio con i cittadini (ascolto dei bisogni, raccolta delle proposte e suggestioni).

·         Creazione e allestimento delle bacheche

·         Costruzione del dialogo tra artisti e cittadini tramite la creazione di un nuovo linguaggio comune che sappia realmente abbattere differenze e sovrastrutture.

 

2.    CITTADINANZA CREATIVA

 

Sviluppo e attuazione di percorsi culturali nati dalle proposte dei cittadini in base non solo alle esigenze raccolte, ma anche alle potenzialità creative dei cittadini individuate  in fase di ascolto.

Previste le seguenti attività.

 

·         Organizzazione di  eventi condivisi (laboratori, performance, restituzioni pubbliche, feste, concerti etc)  con  la conduzione coordinata dai professionisti della Rete. Le attività sono previste non solo nei luoghi “chiusi e riconosciuti” ma anche, e soprattutto in spazi e luoghi  non convenzionali (cortili, giardini, piazze, ecc) individuati nella prima fase del progetto.

 

3.    ACCOMPAGNAMENTO

 

Le attività che si svilupperanno durante questa fase progettuale sono da intendersi come un accompagnamento reciproco nel processo di emancipazione ed indipendenza culturale e di partecipazione attiva sia della rete proponente che dei cittadini. Le azioni dei mesi invernali serviranno a rafforzare le relazioni nate negli step precedenti. La presenza costante della Rete sul territorio, arricchita dalla presenza della cittadinanza, sarà quindi occasione di crescita reciproca.  

Previste le seguenti attività:

 

·         Scambi culturali con realtà nazionali che operano nella stessa direzione

·         Percorsi di formazione ed empowerment

·         Lavoro sull’identità attraverso pratiche di narrazione e storytelling  

·         Mantenimento dei Presidi

 

4.    LA PROVA DEL 9  .

L’obiettivo è quello di organizzare eventi per l’estate che siano ideati e progettati dai cittadini, con il supporto della Rete.

Questo permetterà di verificare la “tenuta” dei gruppi attivati nel corso dell’anno precedente nell’ottica di consolidare una cittadinanza che sia in grado di prendersi cura della propria comunità e del proprio territorio. I presidi verranno mantenuti in coordinamento con i cittadini che saranno in futuro autonomi nella loro gestione.

 

Sarà anche la verifica del processo innescato per modificare la percezione degli spazi, convenzionali e pre-esistenti, e restituirli realmente all’utilizzo comunitario.




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